Un FVG è il vuoto fra le ombre della prima e della terza candela in una terna di barre consecutive. Se il minimo della terza candela sta sopra il massimo della prima, fra di esse resta un intervallo che il prezzo ha attraversato così in fretta da non scambiarvi dentro. È proprio questo intervallo a essere marcato come zona.
Formalmente: per un vuoto rialzista il minimo della candela i è maggiore del massimo di i−2, la zona va dal massimo di i−2 al minimo di i. Per quello ribassista, a specchio. La candela di mezzo di solito è proprio la barra veloce, ma nella definizione non compare affatto.
Perché non ogni vuoto viene mostrato
Vuoti secondo questa regola se ne trovano di continuo, e la maggior parte è rumore da uno o due tick. Conviene quindi scartare i piccoli in base alla dimensione.
Conta con che cosa si confronta la dimensione. Il valore assoluto non serve: ciò che è grande per una coppia valutaria è nulla per una cripto volatile. La dimensione del vuoto si misura perciò rispetto al movimento abituale dello strumento — così lo stesso criterio funziona sull'oro come su una meme coin.
Quando la zona si considera chiusa
Un vuoto vive finché il prezzo non vi è rientrato. Appena una barra entra nell'intervallo, la zona si considera testata; quando il prezzo lo attraversa fino al confine lontano — colmata. I due stati si mostrano in modo diverso, perché sono eventi diversi: toccare il bordo e attraversare per intero.
Differenza con un gap ordinario
Un gap di borsa è il vuoto fra la chiusura di una seduta e l'apertura della successiva; esiste solo dove gli scambi si interrompono. Un FVG non è legato ad alcun calendario e si trova dentro un flusso continuo: nelle cripto, dove il mercato non chiude, non ci sono gap ordinari, mentre di FVG ce ne sono quanti se ne vuole.
La seconda differenza pesa di più. Un gap è un fatto su due candele vicine. Un FVG è un fatto su tre, e descrive non una pausa negli scambi ma la velocità del movimento: il prezzo ha percorso un tratto senza lasciarvi operazioni.
Che cosa la zona non significa
Marcare un vuoto non significa che il prezzo vi tornerà. È la descrizione di ciò che è già accaduto: il tratto è stato percorso in fretta ed è rimasto non scambiato. Quanti di questi tratti vengano poi colmati è questione di statistica di un singolo strumento, non una proprietà della marcatura.