Un grado è la scala alla quale marcate le onde. Ogni onda è fatta di onde di scala minore ed entra a sua volta in un'onda di scala maggiore. Cinque onde sul grafico giornaliero diventeranno una sola gamba sul settimanale e si scomporranno in decine di gambe sull'orario.
A che cosa serve
Perché senza indicazione del grado un numero d'onda non ha senso. «È in corso la terza onda» è una frase incompleta: la terza dentro che cosa?
Una marcatura senza scala si può sempre contestare: lo stesso tratto si scompone diversamente un gradino sopra e un gradino sotto, e entrambe le scomposizioni sono corrette.
Come funziona l'annidamento
Per la regola cinque-tre. Un impulso si divide in cinque onde di grado inferiore; una correzione in tre. Ciascuna di quelle onde si divide a sua volta allo stesso modo.
Ne discende ciò che confonde i principianti: uno stesso movimento è insieme un'onda e un insieme di onde. Che cosa vediate esattamente dipende solo dalla scala a cui guardate.
I nomi dei gradi
Nel canone i gradi hanno nomi — dai più vasti ai più minuti — e c'è un intero sistema di notazioni: cifre romane e arabe, lettere, parentesi.
In pratica i nomi contano meno della disciplina: tenere a mente a quale gradino si sta parlando e non saltare a metà ragionamento. I nomi in sé sono una convenzione, non una proprietà del mercato.
Come capire su quale grado ci si trova
Non si capisce — nel senso che non esiste una risposta assoluta. Il grado lo fissate voi, scegliendo che cosa contare come inversione significativa e che cosa come rumore dentro un movimento.
Riferimento pratico: la marcatura è comoda quando nel pezzo di grafico visibile entrano più onde complete del grado scelto. Se sullo schermo c'è una sola gamba, state guardando troppo in grande; se ce ne sono centinaia, troppo in piccolo.
Errore frequente
Mescolare i gradi in una stessa conclusione. «Qui la quinta onda è finita, ma sul grafico minore è in corso la terza, quindi la salita continuerà» — sono affermazioni su cose diverse, e non si sommano.
La quinta onda del grado superiore può benissimo contenere una terza incompiuta di quello inferiore. Qui non c'è contraddizione — c'è confusione di scale.
Che cosa i gradi non danno
Non dicono quale grado sia «quello principale». Il grande è più stabile e cambia più di rado, il piccolo è più dettagliato e reagisce più in fretta. È uno scambio, non una gerarchia di correttezza.