Non è una coppia di opposti, come i nomi lasciano credere, ma due termini di tradizioni diverse che si sovrappongono in parte. Da qui tutta la confusione.
Che cosa significa ciascuno
Divergenza è allontanamento: prezzo e indicatore vanno in direzioni diverse su estremi vicini. Il termine è consolidato e significa più o meno la stessa cosa per tutti.
Convergenza è avvicinamento. E qui l'unanimità manca. In alcune fonti si chiama così la divergenza rialzista sui minimi: il prezzo scende, l'indicatore sale, le linee si avvicinano. In altre, la situazione in cui prezzo e indicatore sono concordi, cioè l'assenza di divergenza. Sono significati direttamente opposti.
Perché è andata così
Per via della geometria. Se si collegano con linee due estremi di prezzo e due valori di indicatore, sui minimi con uno scarto rialzista le linee visivamente si avvicinano, e sui massimi con uno ribassista si allontanano.
Così è nata la divisione «convergenza sui minimi, divergenza sui massimi», che presso altri autori non ha attecchito: essi chiamano divergenza entrambi i casi aggiungendo «rialzista» o «ribassista».
Quale termine usare
Meglio quello che non si può intendere in due modi. «Divergenza rialzista» e «divergenza ribassista» si leggono allo stesso modo da tutti e non richiedono di precisare che cosa si intendesse.
La parola «convergenza» in questo campo richiede quasi sempre una spiegazione, e un termine che va spiegato fa male il suo lavoro.
Come capire che cosa intendesse l'autore
Dalla descrizione, non dal nome. Basta chiedersi che cosa facciano esattamente prezzo e indicatore:
- prezzo — minimo più basso, indicatore — minimo più alto → è uno scarto rialzista, comunque lo si chiami;
- prezzo e indicatore si muovono concordi → uno scarto non c'è affatto.
Il secondo caso, a rigore, non merita un nome proprio: la concordanza è semplicemente l'assenza di un evento.
Errore frequente
Costruire conclusioni sulla coppia «divergenza contro convergenza» considerandoli segnali simmetrici. Simmetria qui non ce n'è: un termine descrive un evento, l'altro in metà delle fonti ne indica un sottotipo e nell'altra metà la sua assenza.